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Comunicati stampa

17 maggio 2012
Agroalimentare e made in Italy, De Castro: “In Abruzzo il Polo occasione importante per fare gioco di squadra”

Il presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, intervenendo alla tavola rotonda di Agire, ha parlato anche della nuova PAC, la politica agricola comunitaria, in discussione in queste settimane a Bruxelles

 

De Castro tra Di Paolo e Febbo“Oggi, nel settore agroalimentare, occorre essere più forti ed organizzati. Ed aver creato in Abruzzo un Polo d’innovazione che mette insieme le aziende della filiera agroalimentare con uno sguardo rivolto alle esigenze del mercato, è un’occasione positiva e importante per fare gioco di squadra e crescere”. Lo ha detto Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, intervenendo alla tavola rotonda sul tema “Innovazione e competitività dell’agroalimentare: il made in Italy”, organizzata da AGIRE (AGroIndustria Ricerca Ecosostenibilità), la società consortile che in Abruzzo gestisce il Polo di Innovazione dell’Agroalimentare e a cui hanno finora aderito quasi novanta tra aziende, centri di ricerca e università.

 

L’incontro si è tenuto questa mattina, nella sala convegni di Confindustria Teramo, subito dopo l’assemblea ordinaria dei soci di Agire svoltasi anche alla presenza dell’amministratore delegato Donato De Falcis. Sulla competitività del settore, De Castro ha sottolineato che le regole della Pac, la nuova politica agricola comunitaria (attualmente in discussione a Bruxelles), dovranno “rimettere al centro l’impresa e fornire ad essa gli strumenti per affrontare meglio il mercato: più aggregazione, più sistema a rete, più aperture”. “Oggi – ha aggiunto - l’Italia è un grande Paese esportatore, ma dobbiamo togliere quelle barriere tariffarie e non che ostacolano le nostre esportazioni e aiutare le imprese ad aggregarsi soprattutto nella parte iniziale della filiera dove c’è ancora una grande disorganizzazione“. “L’Europa – ha concluso De Castro - è l’unica fonte di finanziamento sia per quanto riguarda l’agricoltura sia per quanto riguarda i fondi strutturali. Non ci sono, in questa situazione di crisi economica e di difficoltà, grandi spazi per andare alla ricerca di risorse nazionali. Stiamo dunque bene attenti a mantenere le risorse europee e, soprattutto, a saperle spendere bene. Non possiamo permetterci il lusso di sprecarle”. 

 

Il tavolo dei relatori“L’incontro di oggi – ha detto il presidente del Polo Agire, Salvatore Di Paolo - è stato positivo perché abbiamo riscontrato da parte di tutti gli associati l’interesse per come ci stiamo muovendo. Al futuro guadiamo con ottimismo ma anche con una punta di preoccupazione. Ciò che manca oggi è una ripresa dei consumi interni, dobbiamo ridare maggiori risorse agli italiani per riavviare i consumi dei prodotti manifatturieri altrimenti non riusciremo a riprendere quota. Per quanto riguarda l’Abruzzo, il dato della registrazione brevetti, in calo del 35%, è sintomatico del fatto non si investe più in ricerca e innovazione. Spesso non si fa perché mancano le risorse. In questo caso, strutture come il consorzio Agire possono tamponare questa situazione”.

 

Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Pasquale Galante, direttore Relazioni Esterne del Gruppo De Cecco Spa, ha partecipato l’assessore regionale alle Politiche Agricole Mauro Febbo, il quale ha sottolineato come la Regione stia investendo molte energie nella costruzione delle reti attraverso i Poli d’innovazione. “Una delle principali criticità – ha detto Febbo – è quella del credito alle imprese, il rischio è quello del disimpegno delle aziende agricole dal piano di sviluppo rurale. E poi un ruolo strategico nella fase della promozione lo deve giocare l’Italia, all’estero dobbiamo presentarci prima come Paese e poi mettendo in evidenza le peculiarità regionali”.

 

Nel corso del dibattito si sono registrati gli interventi anche del responsabile dell’ufficio studi di Federalimentare, Luigi Pelliccia, il quale ha sottolineato come il settore agroalimentare tenga bene la crisi rispetto agli altri settori del manifatturiero anche se “il gap con gli altri Paesi europei è forte” e dunque “dobbiamo sfruttare meglio le nostre potenzialità, allearci con la grande distribuzione organizzata e sfruttare i meccanismi di rete”, e il presidente del consorzio Citra Vini, Valentino Di Campli, il quale ha puntato l’indice sulla contrazione del mercato e sulla necessità di difendere la qualità anche grazie alla ricerca e all’innovazione.

 

Francesco AmadoriAll’incontro hanno partecipato numerosi rappresentanti del settore agroalimentare italiano, tra i quali Francesco Amadori, patron dell’omonima azienda romagnola con sede anche in provincia di Teramo, e  Piero Luigi Pianu, direttore dell’Associazione Industriali Mugnai Italiani.

 

Teramo, 16 maggio 2012

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